Insegno Sos…

Archivio per gennaio, 2010

A proposito degli stranieri nelle classi

Un articolo che invita a riflettere…
Disparità scolastica – di Marina Boscaino 

In un climax ascendente – dal grembiulino, al voto numerico – passando attraverso una serie di proposte in alcuni casi profondamente lesive persino del principio di uguaglianza (ricordate le classi-ponte, eufemismo per valorizzare il progetto di segregazione degli studenti migranti in appositi ambienti – differenziati da quelli dei coetanei purosangue – in cui relegare tutte le “diversità”? O i presidi-spie, delatori e espulsori di studenti non in regola con il certificato di cittadinanza, anche se – come recita la Costituzione – “La scuola è aperta a tutti”?) la Gelmini è arrivata nei giorni scorsi ad annunciare tramite una circolare ministeriale il tetto del 30% di alunni stranieri per classe.
Dilettante allo sbaraglio, Gelmini è affetta da un raro caso di delirio interventista. La luna le consiglierebbe saggezza. E soprattutto di concentrarsi maggiormente sui motivi per cui tutti gli organi preposti hanno dato un parere più o meno negativo alla sua “riforma” delle superiori. Lei, inflessibile figlia della Padania, non intende retrocedere, dovendo tener fede ai preventivi di taglio ipotizzati nella Finanziaria dello scorso anno, non rispettare i quali significherebbe venir meno al mirabile obiettivo dei meno 7.6 miliardi di euro alla scuola pubblica entro il 2011. Parola di Giulio Tremonti.
La luna consiglierebbe saggezza: quando la gran parte della scuola superiore si sveglierà dal torpore in cui continua a crogiolarsi e si renderà conto dello scempio che gli cadrà addosso se passa la “riforma”, le conseguenze anche a livello di consensi potrebbero essere esiziali. Intanto sorgono come funghi sacrosante richieste di rinvio della "riforma". Ma lei, inflessibile seguace del Gran Simpatico, di quello “con le palle”, che “magari ce ne fossero mille e menomalecheluic’è”, va avanti ugualmente. E mentre va avanti, spara a 360 gradi. Sconfinando nei terreni più vari.
Non era difficile preventivare che la disposizione contenuta nelle "Indicazioni e raccomandazioni per l’integrazione di alunni con cittadinanza non italiana", inviate a tutte le scuole del territorio nazionale in vista delle prossime iscrizioni, avrebbe suscitato enormi polemiche. Alle quali, come ha fatto tante volte, Gelmini ha dovuto opporre la smentita delle sue stesse affermazioni: il tetto del 30% coinvolge solo gli studenti non nati in Italia. 
La politica scolastica di Gelmini è perfettamente integrata con il clima di accoglimento di parole come “ordine” e “sicurezza” che – manipolate a dovere – rispondono a bisogni elementari di una parte della nostra società, banalizzando e decomplessificando fenomeni di portata notevole. In una semplificazione demagogica e pericolosa.
Annuncio sconcertante, comunque, nella prima e nella seconda versione, sia dal punto di vista del metodo che del merito. Nel metodo, come ricorda l’avvocato Corrado Mauceri,“i criteri per la composizione e la formazione delle classi sono di competenza esclusiva degli organi di democrazia scolastica e cioè dei collegi dei docenti e dei consigli di istituto”.  Si tratta, insomma, dell’ennesima incursione, in termini non propriamente ortodossi, in una materia che non è appannaggio del ministro, in una violazione reiterata dell’autonomia scolastica.
Nel merito si tratta di una miope risposta all’allargamento in termini multietnici della nostra società, che di una potenziale risorsa sta facendo un problema, cavalcando timori ancestrali e pre-giudizi immarcescibili. Non è qui, credo, il caso di segnalare – attraverso i dati, tanti, che i quotidiani hanno prodotto in questi giorni – l’assurdità anche da punto di vista esclusivamente utilitaristico per la nostra vecchia società, di attuare un simile provvedimento.
Gli alunni dell’est asiatico sono molto bravi in matematica; quelli rumeni raggiungono risultati migliori dei compagni italiani. Ma poco importa. Alla base di qualsiasi valutazione di principio dovrebbe esserci la considerazione di due delle funzione principali della scuola: quella di licenziare cittadini consapevoli, favorendo un’emancipazione positiva dalle condizioni di partenza. Vista da questo punto di vista, la questione renderebbe la scuola il luogo deputato per esercitare l’integrazione, per favorire un modello duplicabile, replicabile nel fuori, nella società: un modello di società effettivamente multietnica.
Gelmini, come in molti altri casi, fornisce risposte burocratiche a situazioni di complessità estrema. Usando il segno meno, là dove la risposta dovrebbe essere il più: più fondi, più integrazione, più mediazione, più cittadinanza per ragazzi che vengono da culture altre, spesso da situazioni socioeconomiche difficili.
Una documentazione datata 2005, elaborata dallo staff dell’allora ministro Moratti, dimostrava che l’aumento della percentuale degli alunni stranieri per classe non incideva sulle promozioni. Viceversa, migliorava le prestazioni degli alunni italiani. Risulterebbe pertanto irrilevante la dichiarazione del ministro: "La presenza di stranieri nella scuola italiana, spesso concentrati in alcune classi – ha detto il ministro – non è certo un problema di razzismo ma un problema soprattutto didattico". "Lo sanno – continua – le molte mamme che vedono la classe dei loro figli procedere a due velocità di crescita formativa, con alcuni studenti che rimangono indietro ed altri che riescono ad andare avanti meglio".
L’obiettivo dichiarato è quello di migliorare l’integrazione degli alunni non italiani in classe. Se i dati Invalsi (Istituto Nazionale di Valutazione) dimostrano che dalle elementari alle superiori i figli dei migranti restano indietro, con un tasso di bocciature  superiore a quello dei compagni italiani soprattutto in Lombardia (una delle regioni che più sarà coinvolta dal provvedimento) bisognerebbe forse pensare a come incidere positivamente su quelle percentuali, riconoscendo alla scuola, come si diceva, la funzione di “ascensore sociale” e di massimo strumento per far sì che quegli studenti diventino a tutti gli effetti detentori di diritti non solo giuridici di cittadinanza. Ma di quelle competenze che li renderanno artefici di democrazia e progresso nella nostra società.

COME ADATTARE/SEMPLIFICARE I LIBRI DI TESTO

Di seguito riporto alcuni interessanti spunti per adattare i libri di testo, per renderli cioè più accessibili a TUTTI GLI ALUNNI.

SPUNTI E MODELLI OPERATIVI

L’inclusione di tutti gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, anche di quelli con difficoltà scolastiche, con bisogni educativi speciali e con disabilità, richiede la messa in campo di strategie operative, modalità di organizzazione della classe, produzione e adattamento di materiali didattici sicuramente molto eterogenea  e il più possibile dinamica ed elastica rispetto alle differenti esigenze che continuamente ci presentano situazioni profondamente diverse tra loro. In questa sezione del sito intendiamo raccogliere e presentare spunti e modelli operativi che possano fornire agli studenti, a tutti gli insegnanti (non solo a quelli di sostegno), a tutti gli operatori scolastici e alle famiglie un supporto e uno stimolo rispetto alla produzione dei materiali e all’uso di particolari strategie di inclusione. Restando aperti ai contributi di quanti vorranno fornirci la loro collaborazione, partiamo da alcuni spunti che riguardano quattro ambiti operativi:

  1. l’adattamento dei libri di testo;
  2. la produzione di schede di aiuto disciplinare;
  3. la produzione di schede per le esercitazioni;
  4. la costruzione dell’agenda del compito.

 

 L’adattamento dei libri di testo

I libri di testo sono ancora strumenti privilegiati per l’apprendimento nelle scuole superiori. E’ innegabile, tuttavia, che numerosi studenti, e non solo quelli disabili o con bisogni educativi speciali, incontrano molte difficoltà nell’utilizzarli. La nostra proposta per l’adattamento dei libri di testo si articola nelle fasi schematizzate di seguito:

Per l’analisi operativa possono essere fornite agli studenti due griglie utili alla riflessione metacognitiva rispetto al testo di studio.

dal sitowww.erickson.it/sostegnosuoperiori.it

Giochi per imparare l’italiano

Vi propongo alcuni giochi sui verbi (e non solo), adatti a tutti i livelli. Cliccate qui
e…buon divertimento!

Alcuni giochi sull’Euro

Clicca su questo sito
ec.europa.eu/economy_finance/netstartsearch/euro/kids/index_it.htm 
e…buon divertimento!

I Promessi Sposi e non solo

Alcuni esercizi sul romanzo "I promessi sposi" e un’immagine utile per il tuo lavoro. 

 

 

 
 
Leggere i termini della tabella: sono tutti mestieri e attività (leciti e illeciti)
 
AVVOCATO / AVVOCATESSA

DISOCCUPATO / DISOCCUPATA

MONACO / MONACA

BOSS / BOSS

CAMERIERE / CAMERIERA

KILLER / KILLER

GIGOLO / PROSTITUTA

CASALINGA / CASALINGO

MAFIOSO / MAFIOSA

PRETE

FRATE

OPERAIO / OPERAIA

 
 
 
Attribuire ora ai personaggi elencati un mestiere o un’attività, scelto casualmente nella lista precedente. (Per esempio Renzo – Operaio)
 
Renzo

OPERAIO

  Agnese  
Lucia   Griso  
Rodrigo   Geltrude  
Cristoforo   Innominato  
Perpetua   Azzeccagarbugli  
Abbondio   Egisto  
 
 
 

Leggere ora la storia che segue: dopo il nome di ogni personaggio scrivere il mestiere che fa (per esempio: Renzo – che fa l’operaio -…. oppure Renzo – che è un operaio -…). Naturalmente i mestieri devono essere gli stessi che sono stati indicati nella tabella precedente.

 
Renzo (che fa l’operaio) e Lucia ( _______________________________________ ) vivono in un piccolo paese della Lombardia.

Lucia è figlia di una signora che si chiama Agnese( ___________________________ ).

Agnese è amica di Perpetua ( _____________________________________________ ).

Perpetua lavora a casa di Abbondio ( ______________________________________ ).

Renzo vuole sposare Lucia.

Ma Rodrigo ( ______________________________________________ ), ricco e cattivo, vuole avere la ragazza.

Griso ( ____________________________ ) è un amico di Rodrigo e deve rapire Lucia.

Lucia scappa casa di Geltrude ( ____________________________________ )

che è l’amica di Egisto ( _________________________________________ ).

Renzo chiede aiuto a Cristoforo ( ____________________________________ )

e a Azzeccagarbugli ( _________________________________________ ).

Alla fine l’Innominato ( ______________________________________ ) aiuta Lucia.

Poi i cattivi muoiono e Renzo e Lucia vivono felici e contenti.

 

Una strana coincidenza!

Vi propongo una lettura su alcuni misfatti italiani di ieri e di…oggi! Utile sia per migliorare la conoscenza della lingua italiana che per conoscere la storia dell’Italia.
Cliccate qui
Stampate la pagina degli esercizi e risolveteli sul foglio…senza vedere le soluzioni.
 

Da Rosarno ad Auschwitz

Leggete la poesia di Adriano Sofri scritta in occasione dei drammatici fatti accaduti a Rosarno in Calabria, qualche giorno fa.
E’ stata scritta parafrasando la famosa poesia di Primo Levi "Se questo è un uomo".
Riflettete sul fatto che ancora oggi non è poi così retorico ricordare…


Nei ghetti d’Italia
questo non è un uomo
 
Di nuovo, considerate di nuovo
Se questo è un uomo,
Come un rospo a gennaio,
Che si avvia quando è buio e nebbia
E torna quando è nebbia e buio,
Che stramazza a un ciglio di strada,
Odora di kiwi e arance di Natale,
Conosce tre lingue e non ne parla nessuna,
Che contende ai topi la sua cena,
Che ha due ciabatte di scorta,
Una domanda d´asilo,
Una laurea in ingegneria, una fotografia,
E le nasconde sotto i cartoni,
E dorme sui cartoni della Rognetta,
Sotto un tetto d´amianto,
O senza tetto,
Fa il fuoco con la monnezza,
Che se ne sta al posto suo,
In nessun posto,
E se ne sbuca, dopo il tiro a segno,
“Ha sbagliato!”,
Certo che ha sbagliato,
L´Uomo Nero
Della miseria nera,
Del lavoro nero, e da Milano,
Per l´elemosina di un´attenuante
Scrivono grande: NEGRO,
Scartato da un caporale,
Sputato da un povero cristo locale,
Picchiato dai suoi padroni,
Braccato dai loro cani,
Che invidia i vostri cani,
Che invidia la galera
(Un buon posto per impiccarsi)
Che piscia coi cani,
Che azzanna i cani senza padrone,
Che vive tra un No e un No,
Tra un Comune commissariato per mafia
E un Centro di Ultima Accoglienza,
E quando muore, una colletta
Dei suoi fratelli a un euro all´ora
Lo rimanda oltre il mare, oltre il deserto
Alla sua terra – “A quel paese!”
Meditate che questo è stato,
Che questo è ora,
Che Stato è questo,
Rileggete i vostri soggetti sul Problema
Voi che adottate a distanza
Di sicurezza, in Congo, in Guatemala,
E scrivete al calduccio, né di qua né di là,
Né bontà, roba da Caritas, né
Brutalità, roba da affari interni,
Tiepidi, come una berretta da notte,
E distogliete gli occhi da questa
Che non è una donna
Da questo che non è un uomo
Che non ha una donna
E i figli, se ha figli, sono distanti,
E pregate di nuovo che i vostri nati
Non torcano il viso da voi.

(Adriano Sofri)


 
Se volete ascoltare questa poesia letta da Lina Sastri cliccate poesia di Adriano Sofri