Insegno Sos…

Archivio per febbraio, 2010

Una favola di Esopo

Cliccando su questo link  conoscerai una famosa favola di Esopo
"
Il topo di campagna e il topo di città"

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Il Canto V dell’Inferno

Su questosito puoi leggere i canti della divina commedia e trovare anche un commento.
Clicca sul sito evidenziato per ascolatare il quinto canto letto da Benigni www.youtube.com/watch

Paolo e Francesca (Canto V, Divina Commedia) – Dante Alighieri

 
<<O animal grazioso e benigno
che visitando vai per l’aere perso
noi che tignemmo il mondo di sanguigno,
se fosse amico il re de l’universo,
noi pregheremmo lui de la tua pace,
poi c’hai pietà del nostro mal perverso.
Di quel che udire e che parlar vi piace,
noi udiremo e parleremo a voi,
mentre che ‘l vento, come fa, ci tace.
Siede la terra dove nata fui
su la marina dove ‘l Po discende
per avere pace co’ seguaci sui.
Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.
Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.
Amor condusse noi ad una morte.
Caina attende chi a vita ci spense>>.
Queste parole da lor ci fuor porte.
Quand’io intesi quell’anime offense,
China’ il viso, e tanto il tenni basso,
fin che ‘l poeta mi disse: <<Che pense?>>.
Quando rispuosi, cominciai: <<Oh lasso,
quanti dolci pensier, quanto disio
menò costoro al doloroso passo!>>.
Poi mi rivolsi a loro e parla’ io,
e cominciai: <<Francesca, i tuoi martiri
a lagrimar mi fanno tristo e pio.
Ma dimmi: al tempo d’i dolci sospiri,
a che e come concedette amore
che conosceste i dubbiosi disiri?>>.
E quella a me: <<Nessun maggior dolore
che ricordarsi del tempo felice
ne la miseria; e ciò sa ‘l tuo dottore.
Ma s’a conoscer la prima radice
del nostro amor tu hai cotanto affetto,
dirò come colui che piange e dice.
Noi leggievamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse;
soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più fiate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disiato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante>>.
Mentre che l’uno spirto questo disse,
l’altro piangea, sì che di pietade
io venni men così com’io morisse.
E caddi come corpo morto cade.
 
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Giochi per imparare l’italiano

Ho trovato un sito con giochi interattivi molto utili per imparare l’italiano divertendosi. E’ indicato in modo particolare per i livelli base e intermedio.  Vi suggerisco i giochi con le consonanti doppie.

Alcuni appunti di scienze

Cliccando qui potrai trovare informazioni sulla cellula e sul corpo umano. Buon lavoro!

IL FUMO E IL CONGIUNTIVO

Vi segnalo un’attività sui verbi  cliccando su questo sito www.scudit.net/mdfumo.htm vi eserciterete sul congiuntivo e avrete la possibilità di leggere una famosa pagina sul fumo tratta dal romanzo "La coscienza di Zeno" di Italo Svevo. 

 

LA STANZA DI VINCENT VAN GOGH

VAN GOGH – La stanza dell’artista ad Arles
 

 

 

"Mi è venuta una nuova idea ed ecco l’abbozzo che ne ho fatto…Questa volta si tratta semplicemente della mia camera da letto, solo che qui il colore deve fare tutto, e accentuando, così semplificato, lo stile degli oggetti, dovrà suggerire il riposo, o il sonno in generale. In una parola, guardare il quadro dovrebbe riposare la mente, o meglio la fantasia. 
Le pareti sono viola pallido. Il pavimento è di mattonelle rosse. Il legno del letto e delle sedie ha il tono giallo del burro fresco, le lenzuola e i guanciali sono di un verde limone molto chiaro. La coperta è scarlatta. La finestra verde. La toeletta arancione, la bacinella arancione. Le porte lilla.
Ecco tutto. Non c’è niente nella camera dalle imposte chiuse. Le ampie linee dei mobili devono anch’esse esprimere un riposo inviolabile. Ritratti alle paret, uno specchio, un asciugamano e qualche vestito.
La cornice, non essendovi bianco nel quadro, sarà bianca. Questo per compensarmi del forzato lavoro. Ci lavorerò attorno ancora tutto il giorno, ma vedi come la concezione è semplice. Le ombre e i riflessi eliminati, tutto è dipinto a tratti liberi e piatti, come le stampe giapponesi…"
(Lettera che Van Gogh scrisse al fratello nel 1889  da Arles)

Rileggendo il testo e osservando attentamente l’immagine rispondere alle seguenti domande:

  1. Quali colori ha utilizzato in prevalenza l’artista? Si tratta di colori caldi o freddi? Chiari o scuri? Accesi o spenti?
  2.  Cosa suggeriscono secondo te questi colori?
  3. Perchè la cornice dev’essere bianca?
  4. L’arredamento della stanza è essenziale o sovrabbondante?
  5. Secondo te l’autore è riuscito a rendere attraverso il dipinto le sensazioni che voleva trasmettere? Useresti gli stessi colori o altri per trasmettere queste sensazioni?

Scrivi una lettera a un amico e descrivi la tua stanza, elencando gli oggetti che vi si trovano e focalizzando l’attenzione sui colori degli oggetti e sulle sensazioni che trasmettono.
(L’attività proposta è ripresa dal testo della Erickson, Arricchimento lessicale, di Irene Veronesi e Elisabetta Zambelli, pp.34-35)

 

“IL LAVORO NOBILITA” – DIVERTENTI ESERCIZI PER IMPARARE L’ITALIANO

LETTURA ED ESERCIZI SUI MESTIERI DI UNA VOLTA E SUL VALORE DEL LAVORO.
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