Insegno Sos…

Le parole:

Sono componenti che possono stare da soli. Il significato del testo cambia con la sostituzione di una di esse. (Per esempio: Vorrei un caffè, per favore. / Vorrei un cappuccino, per favore).

Esistono anche parole che sono unità indipendenti, spesso con un forte grado di idiomaticità. (Per esempio: Basta!  / Certo. / Volentieri).

Gli aggregati di parole:

Sono gruppi di parole che compaiono sempre insieme e nello stesso ordine. Si tratta spesso di espressioni che servono a costruire il testo, a legare le sue parti. Fanno parte di questo gruppo anche molte espressioni idiomatiche (Per esempio: A proposito di… / Al contrario… / Di tanto in tanto / Prima o poi).

Le collocazioni:

Questo è un concetto fondamentale dell’approccio lessicale. Con il termine “collocazione” si indica il fenomeno per il quale certe parole occorrono insieme ad altre più frequentemente. Mentre gli aggregati sono combinazioni fisse di parole, le collocazioni sono combinazioni altamente probabili. In effetti esse vanno da collocazioni molto probabili a collocazioni rare o anche nuove. Non si deve assolutamente pensare che se due parole co-occorrono esse formino una collocazione. Ma è interessante e utile osservare che molte collocazioni sono composte da parole che stringono una forte relazione e che co-occorrono spesso insieme, richiamando l’una l’uso dell’altra. (Per esempio: la parola castani richiama fortemente la parola capelli (capelli castani), o la parola passeggiata richiama fortemente il verbo fare (fare una passeggiata).

Le frasi istituzionalizzate:

Sono espressioni che costituiscono delle formule o routine linguistiche. A questa categoria appartengono anche le cosiddette sentence head e alcune espressioni semi-fisse, che a volte costituiscono una sorta di cornice del discorso, che può essere riempita in diversi modi. (Per esempio: Secondo me… / In primo luogo… / In  secondo luogo…).

In generale, osservare e memorizzare questi diversi componenti può essere utile per evitare i piccoli errori dovuti alla naturale tendenza a tradurre nella lingua straniera le collocazioni, gli aggregati e le frasi istituzionalizzate della propria lingua madre (per i francofoni, per esempio, “prendre une douche” invece della collocazione fissa italiana “fare la doccia”).

Per questa ragione vi consigliamo di osservare sempre con molta attenzione  le co-occorrenze di: nome + verbo,  nome + aggettivo, aggettivo + nome, verbo + nome, aggettivo + nome + verbo, verbo + avverbio.

ADESSO PROVATE A SVOLGERE GLI ESERCIZI COLLEGANDOVI A QUESTO LINK

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