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Un anno è trascorso da quel tragico 3 ottobre del 2013 in cui 368 migranti morirono nel naufragio, al largo di Lampedusa, del barcone sul quale viaggiavano. Un viaggio della speranza, come si dice: la speranza di arrivare in Sicilia, regione nel cuore del Mediterraneo, avamposto di quell’Europa tanto agognata. Una tragedia che ha riacceso i riflettori sul dramma dell’immigrazione dopo che Politica e Istituzioni avevano cominciato ad abituarsi all’arrivo di uomini, donne e bambini senza un’identità.

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Anche il Papa ha invitato a riflettere su queste tragedie “Preghiamo insieme Dio per chi ha perso la vita – ha detto  papa Bergoglio – uomini, donne, bambini, per i familiari e per tutti i profughi. Uniamo i nostri sforzi perché non si ripetano simili tragedie. Solo una decisa collaborazione di tutti può aiutare a prevenirle” e ha aggiunto «Viene la parola vergogna: è una vergogna

E’ proprio così, è una vergogna, e tutti abbiamo il dovere di indignarci dinanzi a queste fatti tragici che sembrano riportarci indietro nel tempo.

Per riflettere e per capire forse ci possono aiutare un film e un libro, ambedue , a mio parere, molto belli e commoventi.

Il film è “Terraferma” di Emanuele Crialese

Il libro è “Non dirmi che hai paura” di Giuseppe Catozzella, racconta  la storia vera di una migrante un po’ speciale, Samia,una ragazza somala che amava correre e per farlo in un paese libero aveva deciso di intraprendere un lungo viaggio della speranza.

 

 

Storia di Samia, dalle Olimpiadi al barcone per Lampedusa

Storia di Samia, dalle Olimpiadi al barcone per Lampedusa

 

“Non dirmi che hai paura” di Giuseppe Catozzella ripercorre la vicenda dell’atleta somala, dalle strade di Mogadiscio ai Giochi, fino a  quell’ultimo fatale viaggio della speranza (continuate a leggere questo articolo  di Roberto Saviano cliccando qui)

Questo è il libro che vi invito a leggere!! Visitate anche la pagina dell’autore 

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