Insegno Sos…

Archivio per novembre, 2014

GARA DI LETTURA

Finalmente si inizia!! Ragazzi diamo inizio alla gara di lettura tra le classi del biennio dell’Istituto Tecnico. Ogni classe dovrà leggere otto libri. La gara infatti prevede giochi su tutti gli otto libri.

Questa gara è prima di tutto un gioco, quindi il primo obiettivo è quello che vi divertiate; inoltre, proprio come in quelle sportive, sarà necessario allenamento, preparazione, spirito di squadra, correttezza, sportività e un po’ di sana competizione. Infine è una gara ” di lettura”, dunque l’obiettivo è farvi leggere, ovviamente.

Su questo blog troverete notizie sui libri ma anche  giochi ed esercizi per allenarvi alla gara finale.

I libri, se non li avete già, prendeteli in prestito (nella Biblioteca della scuola o in quelle dei vostri paesi), scambiateveli tra voi , con altri ragazzi della scuola e con gli insegnanti.

Questi sono i libri da leggere…entro il mese di febbraio!!

      

BUONA LETTURA!!

 

 

LA GRANDE GUERRA

Iniziamo con un video…

LA TRINCEA

La trincea è uno stretto fossato scavato per circa due metri di profondità e altrettanti di larghezza che si estende per diversi chilometri lungo il territorio. La trincea fu largamente usata nella prima guerra mondiale per scopi bellici o per semplici spostamenti. Il soldato era protetto dai proiettili del nemico ma in quei “corridoi” si viveva una vita a contatto costante con la morte o, perlomeno, con il pericolo di morte. Spesso le trincee erano coperte da filo spinato e avevano delle fenditure nel terreno dove si appoggiavano fucili e mitragliatrici dell’epoca

L’EUROPA …..PRIMA      E       DOPO LA GUERRA

 

                

L’ITALIA ENTRA IN GUERRA NEL MESE DI MAGGIO DEL 1915

 

ALLA FINE DEL CONFLITTO OTTIENE QUESTI TERRITORI: Trentino, Alto Adige, Venezia Giulia e Istria

 

 

Per avere un’idea di cosa sia stata la Prima guerra mondiale credo che possa essere utile la visione del film “Fango e gloria“, uscito di recente. Il film, realizzato in occasione del Centenario della I Guerra Mondiale e dei 90 anni dell’Archivio Storico del Luce, narra le vicende dei milioni di giovani coinvolti in quel tragico evento, utilizzando come simbolo proprio colui che sarà prescelto per rappresentare l’enorme schiera dei caduti anonimi: il Milite Ignoto.

Prima dello scoppio della Prima guerra mondiale, Mario, i suoi amici e la sua fidanzata vivono una vita normale. Come ragazzi qualunque della piccola borghesia di provincia, sono entusiasti e pieni di progetti per un futuro che a molti di loro verrà negato. Il progetto del film prevede un suggestivo e sperimentale intreccio di riprese dal vero e immagini di repertorio, tratte dal grande Archivio Storico Luce, nell’anno in cui oltre alla ricorrenza del conflitto cade il 90° dalla fondazione dell’Istituto Luce. I fotogrammi d’epoca sono rielaborati con una particolare e minuziosa opera di coloritura e sonorizzazione, un intervento tecnico totale sui filmati d’epoca, inedito per l’Italia. Una ‘attualizzazione’, per dirla con le parole del regista, che restituisce volti, paesaggi, azioni, atmosfere dell’evento bellico come realmente mai sono state viste. Una ricerca quindi non puramente tecnica, ma che si fa drammaturgia, per calare lo spettatore in un racconto quanto più possibile vivo e partecipato, utilizzando come simbolo proprio colui che sarà prescelto per rappresentare l’enorme schiera dei caduti anonimi: il Milite Ignoto.

 

25 ANNI FA CADEVA IL MURO DI BERLINO

La caduta del Muro di Berlino è uno dei principali eventi storici del Novecento e tra i più noti, citati e studiati da storici e studenti di tutto il mondo. Accadde il 9 novembre 1989, esattamente 25 anni fa, e per come andarono le cose fu una giornata incredibile. La caduta del Muro di Berlino mise fine alla divisione della capitale della Germania che era stata sancita con la costruzione del Muro 28 anni prima.

La caduta del Muro di Berlino fu un evento incredibile, anche per come si sviluppò quel 9 novembre di 25 anni fa. Nel corso di una conferenza stampa, il ministro della Propaganda della Repubblica Democratica Tedesca (la DDR, ovvero la Germania Est), Günter Schabowski, annunciò che la decisione del governo di concedere i permessi per muoversi nella Germania Ovest era da subito ordine esecutivo. In realtà la conferenza stampa fu piuttosto confusa, e il ministro tedesco si spiegò male: avrebbe dovuto dire, infatti, che la decisione sarebbe diventata ordine esecutivo nel giro di qualche giorno, in modo da consentire alle autorità di confine di gestire le richieste. Era stato male informato, e quello che successe dopo fu di fatto la fine della divisione della città. Migliaia di persone scesero per le strade di Berlino: superarono i posti di blocco aperti dalle guardie, che a loro volta non sapevano bene cosa fare, e si ricongiunsero con amici e parenti che abitavano a Berlino Ovest. Nei giorni seguenti iniziò lo smantellamento del Muro e le immagini di pezzi di Muro abbattuti, e di persone festanti alla Porta di Brandeburgo, fecero il giro del mondo.

 

 

 

La costruzione del Muro iniziò il 13 agosto del 1961: la Repubblica Democratica Tedesca aveva deciso di costruire una barriera di cemento alta circa tre metri per separare la sua capitale, Berlino Est, dalla enclave della Repubblica Federale di Germania (Germania Ovest) di Berlino Ovest che si trovava nel territorio della DDR. La divisione della Germania era stata decisa dopo la Seconda guerra mondiale, nel corso della conferenza di Yalta: l’accordo che fu trovato prevedeva che Berlino fosse organizzata in quattro settori amministrati da Francia, Regno Unito, Stati Uniti e Unione Sovietica (a cui fu affidata l’area più estesa). Negli anni successivi i tre settori controllati dagli stati occidentali divennero sostanzialmente una parte della Germania Ovest, circondata però dai territori della DDR. La chiusura del confine tra Berlino Ovest e Berlino Est fu decisa prima della costruzione del Muro, e cioè nel 1952, quando le tensioni della Guerra Fredda tra i due blocchi – quello occidentale guidato dagli Stati Uniti e quello orientale guidato dall’Unione Sovietica – cominciarono ad aumentare significativamente.

Il Muro fu costruito nel 1961 per fermare il passaggio di berlinesi dell’Est verso l’Ovest, attratti dalle migliori condizioni di vita che c’erano dall’altra parte (tra il 1949 e il 1961 circa 2,5 milioni di berlinesi dell’Est erano andati a Ovest). I lavori per la costruzione del Muro iniziarono nella notte tra il 12 e il 13 agosto con l’installazione di palizzate e filo spinato, cui seguirono nel tempo rinforzi più poderosi con blocchi di cemento alti circa tre metri per formare un muro vero e proprio. La struttura isolò completamente i settori occidentali, rendendoli una enclave all’interno della Germania Est. Il Muro era lungo 155 chilometri e negli anni successivi furono studiati sistemi e migliorie per renderlo sempre più impenetrabile e facilmente controllabile, con torrette di avvistamento e posti di blocco. Si stima che oltre duecento persone siano state uccise dalle guardie mentre provavano a fuggire verso Berlino Ovest. In cinquemila circa riuscirono a varcare il confine utilizzando bagagliai con il doppio fondo, tunnel scavati al di sotto del muro e altri stratagemmi creativi per evitare i colpi dei cecchini.

 I 25 anni dalla caduta sono stati celebrati anche da Google con un video-doodle: al posto del logo di tutti i giorni, nella pagina principale del motore di ricerca è comparso un video che mostra alcune immagini risalenti al 1989 e alla caduta del Muro di Berlino, e altre che mostrano pezzi di Muro oggi, conservati in alcune delle più importanti città del mondo.

 

 

Purtroppo nel mondo ci sono ancora città divise da mura…”città divise” del XXI secolo sono: Belfast (in Irlanda), Beirut (Libano), Gerusalemme (Cisgiordania), Nicosia (Cipro)

Il muro che divide la città di  Gerusalemme ha lo scopo d’impedire fisicamente l’intrusione dei terroristi palestinesi nel territorio israeliano. Questa barriera, il cui tracciato di circa 700 km è controverso ed è stato ridisegnato più volte particolarmente a causa delle pressioni internazionali, consiste per tutta la sua lunghezza in una successione di muri, trincee e porte elettroniche

Questa barriera è chiamata muro della vergogna o muro dell’annessione da chi è ostile al progetto. Alcuni di questi parlano anche di muro dell’Apartheid. I palestinesi si riferiscono spesso a questa barriera usando l’espressione araba jidār al-faṣl al-ʿunṣūrī, che può significare tanto muro di separazione razziale, quanto muro di separazione razzista.

I favorevoli alla barriera usano invece il nome (ufficiale) di chiusura di sicurezza israeliana o la chiamano barriera anti-terrorista o, ancora, muraglia di protezione.

 

CI AUGURIAMO CHE ANCHE QUESTE MURA POSSANO PRESTO CADERE…