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LA GRANDE GUERRA

Iniziamo con un video…

LA TRINCEA

La trincea è uno stretto fossato scavato per circa due metri di profondità e altrettanti di larghezza che si estende per diversi chilometri lungo il territorio. La trincea fu largamente usata nella prima guerra mondiale per scopi bellici o per semplici spostamenti. Il soldato era protetto dai proiettili del nemico ma in quei “corridoi” si viveva una vita a contatto costante con la morte o, perlomeno, con il pericolo di morte. Spesso le trincee erano coperte da filo spinato e avevano delle fenditure nel terreno dove si appoggiavano fucili e mitragliatrici dell’epoca

L’EUROPA …..PRIMA      E       DOPO LA GUERRA

 

                

L’ITALIA ENTRA IN GUERRA NEL MESE DI MAGGIO DEL 1915

 

ALLA FINE DEL CONFLITTO OTTIENE QUESTI TERRITORI: Trentino, Alto Adige, Venezia Giulia e Istria

 

 

Per avere un’idea di cosa sia stata la Prima guerra mondiale credo che possa essere utile la visione del film “Fango e gloria“, uscito di recente. Il film, realizzato in occasione del Centenario della I Guerra Mondiale e dei 90 anni dell’Archivio Storico del Luce, narra le vicende dei milioni di giovani coinvolti in quel tragico evento, utilizzando come simbolo proprio colui che sarà prescelto per rappresentare l’enorme schiera dei caduti anonimi: il Milite Ignoto.

Prima dello scoppio della Prima guerra mondiale, Mario, i suoi amici e la sua fidanzata vivono una vita normale. Come ragazzi qualunque della piccola borghesia di provincia, sono entusiasti e pieni di progetti per un futuro che a molti di loro verrà negato. Il progetto del film prevede un suggestivo e sperimentale intreccio di riprese dal vero e immagini di repertorio, tratte dal grande Archivio Storico Luce, nell’anno in cui oltre alla ricorrenza del conflitto cade il 90° dalla fondazione dell’Istituto Luce. I fotogrammi d’epoca sono rielaborati con una particolare e minuziosa opera di coloritura e sonorizzazione, un intervento tecnico totale sui filmati d’epoca, inedito per l’Italia. Una ‘attualizzazione’, per dirla con le parole del regista, che restituisce volti, paesaggi, azioni, atmosfere dell’evento bellico come realmente mai sono state viste. Una ricerca quindi non puramente tecnica, ma che si fa drammaturgia, per calare lo spettatore in un racconto quanto più possibile vivo e partecipato, utilizzando come simbolo proprio colui che sarà prescelto per rappresentare l’enorme schiera dei caduti anonimi: il Milite Ignoto.

 

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