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Archivio per gennaio, 2015

David Olère, un pittore testimone dell’olocausto

Il pittore ebreo David Olère, era nato a Varsavia il 19 gennaio 1902, naturalizzato francese nel 1937. Pittore e cartellonista dell’Ecole de Paris, Olère frequentò gli ambienti artistici di Montmartre e Montparnasse nella Parigi degli anni Venti e Trenta. Mobilitato nel 1939, perse il proprio lavoro nel 1940 e subì le umiliazioni imposte agli ebrei dal governo di Vichy. Arrestato il 20 febbraio del 1943 dalla polizia francese, venne deportato da Drancy ad Auschwitz-Birkenau nel convoglio 49 del 2 marzo 1943. Fece parte del Sonderkommando per tutto il periodo della detenzione (matricola 106144). Evacuato di nascosto il 19 gennaio 1945 a fronte dell’avanzata dell’Armata rossa, sopravvisse alla “marcia della morte” che lo condusse a Mauthausen ed Ebensee (Austria), dove venne liberato dall’esercito americano il 6 maggio 1945. Tornato dai campi, non smise di etstimoniare – con i disegni e i quadri – l’orrore di queglil anni. David Olère è morto il 2 agosto 1985 nei pressi di Parigi.

 

Il  Sonderkommando era una squadra speciale selezionata tra i deportati con l’incarico di far funzionare la spietata macchina di sterminio nazista. Gli uomini del Sonderkommando accompagnavano i gruppi di prigionieri alle camere a gas, li aiutavano a svestirsi, tagliavano i capelli ai cadaveri, estraevano i denti d’oro, recuperavano oggetti e indumenti negli spogliatoi, ma soprattutto si occupavano di trasportare nei forni i corpi delle vittime. Olère, attraverso i suoi disegni, testimonia tutto questo…

 

    

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IL GIORNO DELLA MEMORIA 27 gennaio 2015

Per la Giornata della Memoria vi propongo la lettura di alcuni libri e la visione di un film.

I libri sulla Schoah sono moltissimi, tra questi ci sono quelli scritti dai testimoni e dai sopravvissuti allo sterminio.

Tra quelli che ho letto ne ho scelti alcuni che mi hanno particolarmente colpito e coinvolto emotivamente e che ritengo adatti alla vostra età.

Alcuni sono “classici” della letteratura, altri, meno noti, sono ugualmente interessanti e molto belli. Ve ne  consiglio la lettura!!

          

 

Il FILM è Corri ragazzo corri…

Il film si ispira al romanzo “Corri ragazzo” dello scrittore  URI ORLEV, che racconta la storia vera di Yoram Friedman.

La storia è ambientata in Polonia. Ghetto di Varsavia, durante la  Seconda Guerra mondiale.
Srulik, un bambino ebreo di otto anni, vive nel ghetto di Varsavia con i genitori, due fratelli e una sorella con i quali condivide un’esistenza miserabile. I genitori hanno già tentato di fuggire dal ghetto portando con loro il piccolo Srulik e sperando che poi i ragazzi più grandi possano seguirli, ma la fuga fallisce. Trovati dai tedeschi, il padre riesce a fuggire tra i campi, Srulik e la mamma no, vengono picchiati e riportati dentro le mura del ghetto, dove tra mille peripezie riescono bene o male a sopravvivere.

Un giorno però, mentre Srulik è intento a rovistare tra la spazzatura per cercare qualcosa da mangiare, la mamma scompare, come inghiottita dal nulla. Non riuscendo ad orientarsi nel ghetto, non sapendo come ritrovare casa, Srulik si rende conto di essere rimasto solo al mondo.

E decide di fuggire…

Per avere alre informazioni sulla Shoah guardate anche questo video realizzato da giovani come voi

GABRIELE D’ANNUNZIO, L’AMANTE GUERRIERO

Amando definire «inimitabile» la sua vita, Gabriele D’Annunzio costruisce intorno a sé il mito di una vita come un’opera d’arte.

abriele D’Annunzio nasce a Pescara il 12 marzo 1863 da famiglia borghese, che vive grazie alla ricca eredità dello zio Antonio D’Annunzio. Compie gli studi liceali nel collegio Cicognini di Prato, distinguendosi sia per la sua condotta indisciplinata che per il suo accanimento nello studio unito ad una forte smania di primeggiare. Già negli anni di collegio, con la sua prima raccolta poetica Primo vere, pubblicata a spese del padre, ottiene un precoce successo, in seguito al quale inizia a collaborare ai giornali letterari dell’epoca. Nel 1881, iscrittosi alla facoltà di Lettere, si trasferisce a Roma, dove, senza portare a termine gli studi universitari, conduce una vita sontuosa, ricca di amori e avventure. In breve tempo, collaborando a diversi periodici, sfruttando il mercato librario e giornalistico e orchestrando intorno alle sue opere spettacolari iniziative pubblicitarie, il giovane D’Annunzio diviene figura di primo piano della vita culturale e mondana romana.CONTINUA …

 

 

CLICCA QUI PER IL VIDEO SU D’ANNUNZIO

Il primo romanzo di D’Annunzio fu IL PIACERE (1889). Nella vicenda del protagonista D’Annunzio racconta il vuoto di valori e la crisi della società aristocratica, un mondo che malato di edonismo va verso il proprio disfacimento. Protagonista del romanzo è Andrea Sperelli, giovane aristocratico, esteta e poeta che intende “fare la propria vita come si fa un’opera d’arte”.

IL PIACERE – CAP.II IL RITRATTO DELL’ESTETA
Il conte Andrea Sperelli-Fieschi d’Ugenta, unico erede, proseguiva la tradizion familiare. Egli era, in verità, l’ideal tipo del giovine signore italiano del XIX secolo, il legittimo campione d’una stirpe di gentiluomini e di artisti eleganti, ultimo discendente d’una razza intelettuale.….

 

D’Annunzio poeta

 

            

Per ascolatare la poesia…

D’ANNUNZIO E IL TEATRO

La figlia di Iorio

La figlia di Iorio è un’opera drammatica in versi di Gabriele D’Annunzio, una “tragedia rustica d’argomento abruzzese”, come la definì lo stesso poeta , in tre atti scritta nell’estate del 1903.
La vicenda è ambientata in un Abruzzo rurale, patriarcale e superstizioso, nel giorno di San Giovanni. La famiglia di Lazaro di Roio sta preparando le nozze del figlio Aligi, pastore, con la giovane Vienda di Giave.
Secondo l’antico rituale le tre sorelle di Aligi, Splendore, Favetta e Ornella, lavorano agli alle vesti e agli arredi per il matrimonio, mentre la madre riceve e accoglie i parenti che giungono con i doni nuziali.
Questa atmosfera di serenità agreste è turbata dall’irrompere di Mila, figlia del mago Iorio che cerca scampo e rifugio per evitare le molestie di un gruppo di mietitori ubriachi. La ragazza ha una cattiva fama : è sospettata di stregoneria, ma Aligi la difende e pone sulla soglia una croce di cera di fronte alla quale i mietitori indietreggiano. Il rito nuziale è ormai profanato e interrotto.
Mila e Aligi si innamorano e finiscono per convivere assieme in una caverna in montagna.
La situazione precipita quando il padre di Aligi, Lazaro cerca di sedurre Mila, ma il giovane interviene a difendere la donna e nasce così una rissa tra padre e figlio che terminerà con la morte del padre. Il parricida viene condannato dalla comunità ad essere chiuso in un sacco con un mastino e buttato nel fiume, ma Mila , per salvarlo, si assume la colpa di tutto, dichiarando di averlo ammaliato con una stregoneria e spinto al delitto. Mila verrà condannata al rogo che ella affronta come sacrificio e purificazione.

Per leggere il passo del parricidio di Aligi clicca qui

 

 

Gara di lettura: alcuni consigli…

Per essere pronti alla gara bisogna aver letto i libri  e soprattutto bisogna ricordare di essi il più possibile.

Quindi vi suggerisco di fare queste operazioni:

A) durante la lettura del libro:

–  usare una matita o/e dei post-it per sottolineare/evidenziare (parole-chiave, nome dei personaggi, luoghi, indicazioni temporali)

–  appuntare, alla fine di ogni capitolo, un breve elenco degli avvenimenti narrati

B) al termine della lettura:

– scrivere una breve introduzione dove indicare: autore-anno di pubblicazione- tema principale

– sintetizzare il contenuto del romanzo

– descrivere i personaggi del romanzo

 

BUON LAVORO!!

Gara di lettura – Il piccolo principe

Cominciamo ad analizzare i libri che state leggendo.

Iniziamo con IL PICCOLO PRINCIPE.

Di seguito vi riporto un articolo interessante dove sono indicati cinque motivi per leggere questo libro…

LA SATIRA

 

La satira (dal latino satura lanx, nome di una pietanza mista e colorata) è una forma libera e assoluta del teatro, un genere della letteratura e di altre arti caratterizzato dall’attenzione critica alla politica e alla società, mostrandone le contraddizioni e promuovendo il cambiamento. Sin dall’Antica Grecia la satira è sempre stata fortemente politica, occupandosi degli eventi di stretta attualità per la città (la polis), ed avendo una notevole influenza sull’opinione pubblica Ateniese, proprio a ridosso delle elezioni. Per questo motivo è sempre stata soggetta a violenti attacchi da parte dei potenti dell’epoca, come nel caso del demagogo Cleone contro il poeta comico Aristofane.
La satira, storicamente e culturalmente, risponde ad un’esigenza dello spirito umano: l’oscillazione fra sacro e profano. La satira si occupa da sempre di temi rilevanti, principalmente la politica, la religione, il sesso e la morte (come afferma Daniele Luttazzi) , e su questi propone punti di vista alternativi, e attraverso la risata veicola delle piccole verità, semina dubbi, smaschera ipocrisie, attacca i pregiudizi e mette in discussione le convinzioni.
«La satira -scrive Daniele Luttazzi- è un punto di vista e un po’ di memoria». Questo, assieme ai temi rilevanti che affronta, la distingue dalla comicità e dallo sfottò (la presa in giro bonaria), nei quali l’autore non ricorda fatti rilevanti e non propone un punto di vista ma fa solo del “colore”.

La definizione di satira va dettagliata sia rispetto alla categoria della comicità, del carnevalesco, dell’umorismo, dell’ironia e del sarcasmo, con cui peraltro condivide molti aspetti:
con il comico condivide la ricerca del ridicolo nella descrizione di fatti e persone,
con il carnevalesco condivide la componente “corrosiva” e scherzosa con cui denunciare impunemente,
con l‘umorismo condivide la ricerca del paradossale e dello straniamento con cui produce spunti di riflessione morale,
con l‘ironia condivide il metodo socratico di descrizione antifrasticamente decostruttiva,
con il sarcasmo condivide il ricorso peraltro limitato a modalità amare e scanzonate con cui mette in discussione ogni autorità costituita.
Essa si esprime in una zona comunicativa “di confine”, infatti ha in genere un contenuto etico normalmente ascrivibile all’autore, ma invoca e ottiene generalmente la condivisione generale, facendo appello alle inclinazioni popolari; anche per questo spesso ne sono oggetto privilegiato personaggi della vita pubblica che occupano posizioni di potere.
Queste stesse caratteristiche sono state sottolineate dalla Corte di Cassazione che si è sentita in dovere di dare una definizione giuridica di cosa debba intendersi per satira:
« È quella manifestazione di pensiero talora di altissimo livello che nei tempi si è addossata il compito di castigare ridendo mores, ovvero di indicare alla pubblica opinione aspetti criticabili o esecrabili di persone, al fine di ottenere, mediante il riso suscitato, un esito finale di carattere etico, correttivo cioè verso il bene.

http://it.wikipedia.org/wiki/Satira

 

 

 

 

“La satira è uno scandalo che disturba e offende
e i caduti di Charlie Hebdo lo sapevano bene”
Michele Serra

 

La parola
è potente
e il segno
lascia
il segno

(Michele Serra)

 

 

Anche
Dio
sa
ridere

(Umberto Eco)

 

 

 

JeSuisCharlie - Joep Bertrams, Olanda

 

 

 

JE SUIS CHARLIE

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