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Amando definire «inimitabile» la sua vita, Gabriele D’Annunzio costruisce intorno a sé il mito di una vita come un’opera d’arte.

abriele D’Annunzio nasce a Pescara il 12 marzo 1863 da famiglia borghese, che vive grazie alla ricca eredità dello zio Antonio D’Annunzio. Compie gli studi liceali nel collegio Cicognini di Prato, distinguendosi sia per la sua condotta indisciplinata che per il suo accanimento nello studio unito ad una forte smania di primeggiare. Già negli anni di collegio, con la sua prima raccolta poetica Primo vere, pubblicata a spese del padre, ottiene un precoce successo, in seguito al quale inizia a collaborare ai giornali letterari dell’epoca. Nel 1881, iscrittosi alla facoltà di Lettere, si trasferisce a Roma, dove, senza portare a termine gli studi universitari, conduce una vita sontuosa, ricca di amori e avventure. In breve tempo, collaborando a diversi periodici, sfruttando il mercato librario e giornalistico e orchestrando intorno alle sue opere spettacolari iniziative pubblicitarie, il giovane D’Annunzio diviene figura di primo piano della vita culturale e mondana romana.CONTINUA …

 

 

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Il primo romanzo di D’Annunzio fu IL PIACERE (1889). Nella vicenda del protagonista D’Annunzio racconta il vuoto di valori e la crisi della società aristocratica, un mondo che malato di edonismo va verso il proprio disfacimento. Protagonista del romanzo è Andrea Sperelli, giovane aristocratico, esteta e poeta che intende “fare la propria vita come si fa un’opera d’arte”.

IL PIACERE – CAP.II IL RITRATTO DELL’ESTETA
Il conte Andrea Sperelli-Fieschi d’Ugenta, unico erede, proseguiva la tradizion familiare. Egli era, in verità, l’ideal tipo del giovine signore italiano del XIX secolo, il legittimo campione d’una stirpe di gentiluomini e di artisti eleganti, ultimo discendente d’una razza intelettuale.….

 

D’Annunzio poeta

 

            

Per ascolatare la poesia…

D’ANNUNZIO E IL TEATRO

La figlia di Iorio

La figlia di Iorio è un’opera drammatica in versi di Gabriele D’Annunzio, una “tragedia rustica d’argomento abruzzese”, come la definì lo stesso poeta , in tre atti scritta nell’estate del 1903.
La vicenda è ambientata in un Abruzzo rurale, patriarcale e superstizioso, nel giorno di San Giovanni. La famiglia di Lazaro di Roio sta preparando le nozze del figlio Aligi, pastore, con la giovane Vienda di Giave.
Secondo l’antico rituale le tre sorelle di Aligi, Splendore, Favetta e Ornella, lavorano agli alle vesti e agli arredi per il matrimonio, mentre la madre riceve e accoglie i parenti che giungono con i doni nuziali.
Questa atmosfera di serenità agreste è turbata dall’irrompere di Mila, figlia del mago Iorio che cerca scampo e rifugio per evitare le molestie di un gruppo di mietitori ubriachi. La ragazza ha una cattiva fama : è sospettata di stregoneria, ma Aligi la difende e pone sulla soglia una croce di cera di fronte alla quale i mietitori indietreggiano. Il rito nuziale è ormai profanato e interrotto.
Mila e Aligi si innamorano e finiscono per convivere assieme in una caverna in montagna.
La situazione precipita quando il padre di Aligi, Lazaro cerca di sedurre Mila, ma il giovane interviene a difendere la donna e nasce così una rissa tra padre e figlio che terminerà con la morte del padre. Il parricida viene condannato dalla comunità ad essere chiuso in un sacco con un mastino e buttato nel fiume, ma Mila , per salvarlo, si assume la colpa di tutto, dichiarando di averlo ammaliato con una stregoneria e spinto al delitto. Mila verrà condannata al rogo che ella affronta come sacrificio e purificazione.

Per leggere il passo del parricidio di Aligi clicca qui

 

 

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