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Archivio per novembre, 2015

MALALA: LA VOCE DI UNA RAGAZZA CHE HA SFIDATO I TALEBANI

Il libro di cui vi parlo oggi è la biografia di una ragazza speciale, coraggiosa e con un ideale per il quale è disposta a tutto, anche a rischiare la sua giovane vita. Io sono Malala, di Malala Yousafzai (2013). Un libro che ti segna dentro in modo indelebile!

Io sono Malala è più che una semplice biografia; in questo libro, la giovane Malala racconta la storia del suo paese, ci parla della sua famiglia e condivide con tutti noi la sua ancora breve, ma incredibile vita dedicata alla lotta a favore dell’istruzione delle donne nel mondo.

Malala Yousafzai è una ragazza pakistana di 17 anni che da tempo si batte per i diritti civili e il diritto all’istruzione delle ragazze nei paesi musulmani, e ha vinto nel 2014 il Premio Nobel per la Pace. È diventata molto conosciuta in seguito all’attacco subito nel 2012, quando fu colpita alla testa da un colpo di pistola sparato da un talebano, mentre stava tornando a casa da scuola a Mingora, nella valle di Swat. Tre anni prima aveva scritto un testo raccontando il caos della città in cui viveva e i roghi delle scuole femminili da parte dei talebani. Il testo fu pubblicato sul sito della BBC e circolò molto in Pakistan.

La storia di Malala in questi anni è stata raccontata da molte testate internazionali. Il primo ministro pakistano le assegnò la prima edizione di un “Premio nazionale per la pace” e un assegno da circa 4000 euro. Yousafzai in altre occasioni ha detto di voler creare da grande un partito politico e darsi da fare per le ragazze della sua zona. I talebani del Pakistan l’avevano da tempo inserita in un elenco di persone da colpire perché responsabili della diffusione del “secolarismo” nella zona. Il portavoce dei talebani, dopo aver rivendicato l’aggressione del 2012, aveva detto che Malala Yousafzai si è resa responsabile di “oscenità” che andavano “fermate”.

Malala è così diventata una delle attiviste più conosciute al mondo. Nel 2013 ha tenuto un discorso durante l’Assemblea della gioventù delle Nazioni Unite, a New York. Il suo intervento, in cui aveva parlato soprattutto della condizione femminile nel suo paese, aveva raccolto un grande consenso ed era circolato molto online e sui principali media di tutto il mondo. Davanti all’assemblea, Malala aveva spiegato che “i libri e le penne sono le armi più potenti” e che “l’educazione è l’unica soluzione”. Parlando del suo attentato, si era anche rivolta direttamente ai talebani, chiarendo che Malala Yousafzai è la persona più giovane a essere mai stata insignita con un premio Nobel, ma in Pakistan ci sono ancora di tanto in tanto proteste contro di lei – viene considerata portatrice di idee contrarie all’Islam – e otto dei dieci talebani condannati per il suo tentato omicidio sono stati recentemente scarcerati, quando invece erano stati condannati all’ergastolo.“se pensavano di farci tacere con l’uso dei proiettili, non ci sono riusciti”.

Il 10 ottobre 2014 è stata insignita del premio Nobel per la pace assieme all’attivista indiano Kailash Satyarthi, diventando con i suoi diciassette anni la più giovane vincitrice di un premio Nobel. La motivazione del Comitato per il Nobel norvegese è stata: “per la loro lotta contro la sopraffazione dei bambini e dei giovani e per il diritto di tutti i bambini all’istruzione”.

 

 

Questo è il trailer del FILM “Malala” appena uscito nelle sale cinematografiche

 

PROMESSI SPOSI – L’INNOMINATO

Per conoscere questo personaggio del romanzo vi propongo alcuni video…

 

L’Innominato è una delle figure psicologicamente più complesse e interessanti del romanzo. Personaggio storicamente esistito nel quale l’autore fa svolgere un dramma spirituale che affonda le sue radice nei meandri dell’animo umano. Ci sono due ipotesi per identificare il personaggio dell’Innominato dei Promessi sposi:

-A Bagnolo Cremasco visse, dopo il mille, un tremendo brigante  che  Manzoni riporta nella sua storia  con l’appellativo di Innominato;

-Possiamo anche far risalire la figura dell’Innominato a Francesco Bernardino Visconti, personaggio storico del quale Manzoni è discendente da parte di madre, Giulia Beccaria, discendente dalla famiglia Visconti. Amava razziare nelle campagne cremasche della Repubblica di Venezia e poi si rifugiava nelle terre del Milanese. Visconti era il feudatario di Brignano Gera d’Adda, come Manzoni stesso afferma in una lettera a Cesare Cantù.

L’Innominato, figura malvagia la cui malvagità più che ripugnanza forse incute rispetto, è il potente cui Don Rodrigo si rivolge per attuare il piano di rapire Lucia. In preda a una profonda crisi spirituale, l’Innominato scorge nell’incontro con Lucia un segno, una luce che lo porta alla conversione; solo in un animo simile, incapace di vie di mezzo, una crisi interiore può portare a una trasformazione integrale.

 Durante la famosa notte in cui Lucia è prigioniera nel castello, la disperazione dell’Innominato giunge al culmine, tanto da farlo pensare al suicidio, ma ecco che il pensiero di Dio e le parolo di Lucia lo salvano e gli mostrano la via della misericordia e del perdono.

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-32bfac64-225a-4d83-9ca1-695ca7784bca.html

https://youtu.be/OKZ6LN6Ty4M?t=3

https://youtu.be/quylIMKPjKI?t=1