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Archivio per la categoria ‘liceo geostoria’

Novità dal neolitico: le donne erano la chiave della conoscenza.

DIMENTICATE lo stereotipo del passato che inquadra la donna sempre a casa con i bambini: nel Neolitico, al contrario di quanto si potesse pensare, erano loro le vere viaggiatrici. Abbandonavano la propria abitazione e si spostavano per centinaia di chilometri   diffondendo cultura e conoscenza. Un’analisi dei resti di persone vissute alla fine dell’Età della pietra nella zona di Lecthal (Germania) e sepolte tra il 2500 e il 1650 a.C. ci fornisce infatti una nuova chiave sul ruolo delle nostre antenate: si spostavano più dei maschi, erano portatrici di cultura e furono fondamentali per lo scambio di informazioni tecnologiche e saperi (continua la lettura).
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UNA NUOVA SCOPERTA : ALESI

Scoperti in Africa i resti dell’antenato comune di scimmie e uomo: risalgono a 13 milioni di anni fa e appartengono a un cucciolo che alla morte aveva solo 1 anno e 4 mesi e che i ricercatori hanno chiamato Alesi. Il fossile è stato individuato in Kenya e attribuito a una nuova specie del genere Nyanzapithecus, un gruppo molto vicino sia a una specie di scimmie, i gibboni, sia all’uomo. ”Nyanzapithecus Alesi faceva parte di un gruppo di primati vissuto in Africa per oltre 10 milioni di anni”, ha rilevato Nengo. ”La scoperta – ha aggiunto – ci mostra che questo gruppo era africano e si colloca vicino all’origine delle scimmie e dell’uomo”.

Per la prima volta, quindi, l’antenato comune di scimmie e uomo ha un volto e un luogo di nascita. Si sa pochissimo infatti dell’evoluzione di questi antichissimi primati e, soprattutto, finora non si aveva alcuna certezza che fossero nati in Africa. Il cranio scoperto ha le dimensioni simili a quelle di un limone e a prima vista il piccolo muso somiglia a quello di un cucciolo di gibbone. Ma le immagini ai raggi X ottenute nelle analisi condotte in Francia, presso il Centro europeo per la luce di sincrotrone Esfr (European Synchrotron Radiation Facility) di Grenoble, hanno rivelato la sua struttura interna.

È stato così evidente che la cavità del cervello, i denti, le orecchie interne, con i tubi auricolari completamente sviluppati, hanno caratteristiche comuni tanto alle scimmie che all’uomo. Per  Altre informazioni clicca qui

primati,fossili,kenya,paleontologia

 

Ti piace la storia?

Per iniziare insieme questo percorso sulla conoscenza del mondo antico, vi propongo di riflettere su questa breve lettera  che Antonio Gramsci dal carcere, nel 1937, scrisse al figlio Delio

Studia la storia (Lettera XXXVI)
Carissimo Delio,
mi sento un po’ stanco e non posso scriverti molto. Tu scrivimi sempre e di tutto ciò che ti interessa nella scuola. Io penso che la storia ti piace, come piaceva a me quando avevo la tua età, perché riguarda gli uomini viventi e tutto ciò che riguarda gli uomini, quanti più uomini è possibile, tutti gli uomini del mondo in quanto si uniscono fra loro in società e lavorano e lottano e migliorano se stessi, non può non piacerti più di ogni altra cosa. Ma è così?
Ti abbraccio.
Antonio

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TROVATE SUL WEB INFORMAZIONI SU ANTONIO GRAMSCI E PROVATE ANCHE VOI A RISPONDERE ALLA DOMANDA CHE RIVOLGE AL FIGLIO.

BUON LAVORO!!

RES GESTAE DIVI AUGUSTI

Si tratta di una delle fonti epigrafiche più importanti dell’antichità, nota anche con il nome di Monumentum Ancyranum, in quanto rinvenuta proprio nell’antica città di Ancyra, oggi Ankara in Turchia. Gli “Atti del Divino Augusto” sono un resoconto redatto dallo stesso imperatore romano Augusto prima della sua morte e riguardante le opere che egli compì durante la sua lunga carriera politica ( dal 31 a.C. al 14 d.C.). Il testo ci è giunto inciso,  in lingua latina e in traduzione greca, sulle pareti del tempio di Augusto e della dea Roma situato ad Ancyra. Secondo quanto stabilito da Augusto il testo, contenente le sue volontà testamentarie e il resoconto di quanto fatto durante la sua vita, doveva essere inciso su tavole di bronzo e affisso davanti alla sua tomba.

Il testo si compone di un’introduzione, 35 paragrafi raggruppabili in 4 sezioni, e un’appendice.

  • Pars prima (paragrafi 1 a 14) : essa descrive la carriera politica di Augusto, il suo cursus honorum, le cariche, uffici e onori che egli ha ricevuto o dato.
  • Pars altera (paragrafi 15 a 24) : essa cita le distribuzioni di denaro, i giochi e i monumenti offerti al popolo di Roma.
  • Pars tertia (paragrafi 25 a 35) : in essa Augusto parla delle sue conquiste militari e della sua azione diplomatica.
  • Appendix: scritta in terza persona contrariamente al resto del testo, non fu probabilmente scritta per mano di Augusto. Questa appendice riassume le spese sostenute da Augusto per l’erario, per i monumenti dell’Urbe, per i giochi e per far fronte a diverse calamità naturali. Illuminante l’ultima frase cui si citano le spese sostenute per amici e senatori, caduti tanto in disgrazia da non avere più il censo richiesto per far parte del senato. Tali spese furono innumerabilis, ovvero, non conteggiabili.

Altre copie frammentarie del documento epigrafico si trovano nelle città di Apollonia  e di  Antiochia, in Asia Minore.

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Frammento del testo originale in lingua latina rinvenuto ad Ankara -Monumentum Ancyranum

Copia incisa sulle pareti di accesso al museo dell’Ara Pacis a Roma

 

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Mura del tempio di Augusto ad Ancyra con le iscrizioni delle Res Gestae

 

Frammento del documento redatto in lingua greca rinvenuto ad Apollonia

 

L’età dell’oro dell’Impero romano

Una mappa per illustrare l’economia romana dei secoli d’oro dell’Impero: il mercato globale e la romanizzazione.

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/1/13/Europe_180ad_roman_trade_map.png

Vi consiglio anche la lettura di un  articolo di sintesi sull’Impero romano dei secoli d’oro 

 

http://www.arte.rai.it/embed/la-magnifica-età-dellequilibrio/19285/default.aspx

Della lunga storia di Roma, l’età compresa tra il 98 e il 180 d.c. rappresenta un periodo di grande splendore artistico. Sono i  Felicia Tempora, i tempi aurei che coincidono con i regni di quattro imperatori: Traiano, Adriano,  Antonino Pio e Marco Aurelio.

A questa età,  i Musei Capitolini hanno dedicato nel 2013 una mostra L’età dell’equilibrio, ricchissima di reperti, che ha permesso di conoscere da vicino i protagonisti e l’elegante gusto dell’epoca, educato sul recupero delle esperienze più alte della cultura greca.

Ritratti, sontuosi arredi delle ville suburbane, corredi funebri con raffinati gioielli, cicli scultorei ricomposti per l’occasione, raccontano la vita quotidiana, gli ideali e i progetti politici di un impero che proprio sotto Traiano raggiunse la sua massima espansione  e attraverso la guida di imperatori filosofi, scelti per adozione, dunque in virtù delle loro qualità personali, riuscì a garantire la pace e l’equilibrio necessari al fiorire dell’arte e della cultura.

 

L’Ara Pacis

L’Ara Pacis Augustae (Altare della pace augustea) è un altare dedicato da Augusto  nel 9 a.C. alla Pace  nella sua accezione di divinità, e originariamente posto in una zona del Campo Marzio consacrata alla celebrazione delle vittorie, luogo emblematico perché posto a un miglio (1.472 m) dal pomerium, limite della città dove il console di ritorno da una spedizione militare perdeva i poteri ad essa relativi (imperium militiae) e rientrava in possesso dei propri poteri civili (imperium domi). Questo monumento rappresenta una delle più significative testimonianze pervenuteci dell’arte augustea ed intende simboleggiare la pace e la prosperità raggiunte come risultato della Pax Romana

Quando tornai a Roma dalla Spagna  e dalla Gallia […] compiute felicemente le imprese in quelle province, il Senato decretò che per il mio ritorno si dovesse consacrare l’ara della Pace Augusta presso il Campo Marzio e dispose che in essa i magistrati, i sacerdoti e le vergini vestali celebrassero un sacrificio annuale. »

Augusto, Res Gestae

 

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Ammirare l’Ara Pacis com’era in origine? La tecnologia può fare anche questo. E si chiama appunto “L’Ara com’era” l’intervento sistematico di valorizzazione compiuto sul grande altare, fatto costruire da Augusto tra il 13 e il 9 a.C. in Campo Marzio per celebrare la pace nei territori dell’impero. Dal 14 ottobre, infatti, il monumento sarà visitabile in maniera del tutto nuova: grazie a particolari visori ar e alla fotocamera degli smartphone abbinati, si potrà vedere l’Ara in realtà aumentata e virtuale. In pratica, la visita al monumento si trasformerà in un’esperienza multisensoriale, in una vera immersione nella storia della Roma imperiale.

Dal 14 ottobre saranno aperte le visite multisensoriali e virtuali al celebre monumento dell’età augustea. Per calarsi nella storia e immergersi nella Roma imperiale, grazie alla tecnologia

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LA STELE DI ROSETTA: un’importante scoperta per decifrare la lingua degli Egizi

Se oggi siamo in grado di leggere i gieroglifici è grazie ad una stele di granite nera, scoperta nel 1799 dal potente esercito francese sbarcato in Egitto al comando di Napoleone Bonaparte.

Al seguito dell’imperatore viaggiavano scienziati con l’incarico di scoprire e studiare i resti delle antiche civiltà egiziane. Fra gli oggetti raccolti durante la spedizione napoleonica c’era questo blocco di granite su cui era incisa una dedica al faraone Tolomeo V Epifore in tre differenti caratteri: geroglifica, la prima scrittura usata in Egitto, demotica(lingua egizia dell’ultima fase) e in lingua greca, parlata dalla dinastia regnante, e che ebbe grande importanza per interpretare la scrittura egiziana.
Poiché la pietra fu ritrovata presso la città di Rosetta, sul Nilo, venne chiamata Stele di Rosetta.

Le due grandi personalità che si impegnarono nel lavoro di decifrazione della stela furono il fisico inglese Thomas Young e il linguista fracncese Jean-Francois Champollion.

La Stele di Rosetta, di cui una copia fedele si trova murata nella grande sala del pianterreno del Museo Egizio del Cairo, è tuttora nel possesso del British Museum di Londra , a dispetto delle reiterate richieste di restituzione da parte delle autorità egiziane di competenza.

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Per avere altre informazioni propongo la visione di questo video