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St3pNy e Shahak Shapira: il Giorno della Memoria sui social network

St3pNy (Stefano) fa parte dei fa parte del gruppo Mates, giovani youtuber italiani, e ha milioni di seguaci sul suo canale dedicato in particolare ai videogiochi e all’intrattenimento. Per il Giorno della Memoria 2017 ha postato un video (durata 9,30 m) in cui racconta la sua esperienza di studente ed esprime la sua opinione sull’importanza del ricordo.
Nel video St3pNy parla anche degli atteggiamenti inappropriati di alcune persone che visitano, oggi, i luoghi della Shoah e di come l’artista israeliano, Shahak Shapira ha condannato sui social network questi comportamenti: puoi leggere un articolo in proposito pubblicato sul quotidiano La Stampa.

 

Per approfondimenti consultare i documenti presenti su questo PADLET

Le LEGGI RAZZIALI ANTISEMITE nel 1938 vennero approvate anche  in Italia, come potete vedere in  questo video

Tra i sopravvissuti ad Auschwitz la testimonianza di SAMI MODIANO che potete ascoltare cliccando qui

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IL CAMPO DI STERMINIO DI AUSCHWITZ

Il complesso di campi di concentramento di Auschwitz fu il più grande realizzato dal regime nazista. Esso comprendeva …(continua la lettura)

 

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CIO’ CHE INFERNO NON E’

Tra i libri della Gara di lettura di quest’anno è presente il romanzo di Alessandro D’Avenia, Ciò che inferno non è

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Per informazioni, video, recensioni sul romanzo e il suo autore potete visitare la pagina di questo blog

TEST 1TEST 2

MATERIALI

TEST 3

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Questa breve videolezione della Treccani illustra con immagini (secondo lo schema delle mappe mentali), la vita di Quintiliano. E’ sicuramente utile per un veloce ripasso!!

 

 

SENECA. Gli schiavi: uomini come noi

Videolezione sulla lettera a Lucilio n.47, nella quale Seneca illustra la  condizione degli schiavi nella sua epoca e l’idea di umanesimo.

EPISTULAE AD LUCILIUM 47,1-5

 

Dopo aver analizzato la schiavitù nel mondo antico proviamo a vedere quali sono oggi le nuove forme di schiavitù.

Cominciamo con la lettura di questo articolo di Stefano Carnazzi sulla rivista LIFEGATE, pubblicato il 1 dicembre 2016

Schiavitù, ieri e oggi. Una parola antica, un’omertà moderna

STEFANO CARNAZZI
Da 20 a 45 milioni di persone sono gli schiavi moderni, nel mondo. In catene bambini, donne, migranti, in tutti i continenti. Pare che il giro d’affari della schiavitù globale sia ancora miliardario, anche se le stime sono offuscate dall’omertà, dall’ignoranza, dalla povertà, dall’arretratezza dei sistemi giuridici, dalla pochezza dei mezzi di tracciabilità. continua…
Per approfondire consiglierei anche la lettura di questo saggio
I nuovi schiavi

DA QUESTI BREVI VIDEO ALCUNE  INFORMAZIONI SU QUESTI TRE MONUMENTI,  SIMBOLO DELL’IMPERO DI ROMA

 

 

La figura di Lucrezia descritta da Tito Livio (Ab Urbe condita libri 57-58) ci permette di effettuare un approfondimento sulla condizione della donna nell’antica Roma. In questo video il matrimonio e la donna.

 

 

L’illustre studiosa Eva Cantarella ha esposto in un suo famoso saggio “Dammi mille baci” la condizione sessuale della donna nell’antica Roma. Ascoltiamo l’autrice in questo video.

 

 

Dammi mille baci

Antonio, non scordare, quando corri, di toccare Calpurnia:i nostri anziani dicono infatti che le donne sterili, toccate in questa corsa sacra, perdono la loro maledizione.”
‟Lo ricorderò: quando Cesare dice ‘Fa’ questo’, la cosa è fatta.”
W.Shakespeare, Giulio Cesare

Dopo la ricognizione sull’eros greco, Eva Cantarella, con ironia e leggerezza, e con la consueta competenza, ci parla dell’amore al tempo dei romani, un tempo ormai più secolare, più lontano dal divino, ma non per questo meno affascinante, specie se illustrato nei suoi aspetti meno noti e meno vulgati… tutto quello che avremmo voluto sapere sul sesso ma non abbiamo mai osato chiedere.
Per un romano la virilità era la massima virtù; e i romani venivano educati ad assoggettare e a essere dominatori, nella politica come nell’amore e nel sesso. E infatti da una violenza, quella di Marte ai danni di Rea Silvia, nasce Romolo, il fondatore della città.
L’altra faccia della sessualità romana è etica del vanto, il gloriarsi della propria virilità anche negli aspetti più concreti e materiali. Ecco allora i Carmina Priapea, gioiosa celebrazione di Priapo, il dio del fallo, coi suoi spropositati attributi; ecco graffiti e iscrizioni di palestre, taverne, muri la cui gioiosa crudezza sconfina spesso nell’oscenità (‟Piangete, ragazze, il mio cazzo vi ha lasciate. Ora incula culi. Fica superba, addio”), ecco leggende popolate da membri maschili che spuntano dal focolare per fecondare innocenti fanciulle. Ed ecco dotti ma spassosi intermezzi, dove la Cantarella ci guida attraverso le pratiche osculatorie (i tre modi di nominare il bacio, osculumsavium e basium), le tariffe, le specializzazioni e l’abbigliamento delle prostitute, i riti matrimoniali e di fecondità.
E le donne? Ci sono quelle che si adeguano (Porzia, che si suicida inghiottendo carboni ardenti), le donne modello di virtù (Lucrezia) e le ribelli (Sulpicia), contro cui si accaniscono le leggi moralizzatrici.
E poi i ‟veri” uomini, Augusto e Cesare, i poeti Orazio e Marziale, e ovviamente, Catullo, che chiede con pari trasporto i baci della bella Lesbia e del tenero Giuvenzio.